Normative sui materiali: gestione più efficace grazie al digitale



Gli Uffici Acquisti delle imprese trattano abitualmente significativi volumi di dati e documenti che ricorrono nella relazione tra cliente e fornitore. Questi riguardano prevalentemente il profilo aziendale del fornitore: tracciamento della sostenibilità finanziaria; attestati della compliance a norme di certificazioni ISO o a norme legislative come i DURC; informative giuridiche ed economiche, come le Visure e i Certificati Camerali.

Tuttavia, nel settore manufatturiero, dove l’Italia si conferma la seconda economia d’Europa, con una estesa struttura produttiva e un’eccellenza nel commercio internazionale, gli Uffici Acquisti devono dedicare la loro attenzione anche ai profili dei materiali, e conoscere e gestire le norme che regolano il loro trattamento in quanto oggetto di acquisto che entra nella catena produttiva. In buona parte dei settori, quali automotive, elettromeccanica, elettronica, chimica, alimentare e altri, basati sulla trasformazione delle materie prime o di semilavorati in semilavorati più complessi o prodotti finiti destinati al mercato, è di fondamentale importanza verificare sistematicamente l’adesione alle normative vigenti.

Uno dei temi più rilevanti è quello dell’origine dei materiali. La norma sull’origine preferenziale rappresenta uno strumento che consente la concessione di benefici daziari nell’importazione ed esportazione di materiali. Una corretta gestione permette di ottenere benefici economici e commerciali notevoli, proteggendo la competitività dell’impresa ed evitando rischi di sanzioni dovute a errate dichiarazioni. L’origine non preferenziale è invece strettamente legata alla nazionalità del Paese di produzione o di ultima trasformazione sostanziale (es. Made in). Ha una valenza commerciale, poiché, agendo sulla qualità percepita del prodotto, può orientare le scelte di acquisto dei consumatori.

Le norme sull’origine dei materiali non sono le uniche a cui l’Ufficio Acquisti deve prestare attenzione. Fra le più rilevanti possiamo citare Reach (Registration, Evaluation, Authorisation and restriction of Chemicals), regolamento (CE) n. 1907/2006, che ha lo scopo di monitorare i pericoli e i rischi derivanti da sostanze chimiche usate nei materiali. La Direttiva RoHS (Restriction of Hazardous Substances) è la normativa 2002/95/CE che impone restrizioni sull’uso di determinate sostanze pericolose nella produzione di vari tipi di apparecchiature elettriche ed elettroniche e, assieme alla direttiva RAEE o WEEE, è finalizzata alla gestione dello loro smaltimento.

La normativa Dual-use (Regolamento (CE) N. 428/2009), disciplina i flussi di beni che, sebbene abbiano prevalentemente un utilizzo civile, potrebbero anche essere impiegati a scopi militari. Il Regolamento EU 2017/821, relativo ai Conflict Minerals, è la normativa europea inerente ai minerali (stagno, tantalio, tungsteno e oro) provenienti da zone di conflitto. Impone l’osservanza di determinati doveri di diligenza sulla loro catena di approvvigionamento.

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